Włochy opowiadają – Ho aperto un altro blog

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E così, tra un Dance Mania e l’altro, tra un impegno e l’altro, ho trovato anche il tempo per aprire un altro blog.
Cioè, no: non ho tempo, ma lo faccio lo stesso. Un po’ perché lo facciamo in due.
Si chiama Włochy opowiadają – la Polonia confronta ed è una sintesi veritiera e vagamente romanzata di quello che spiego alla mia ragazza polacca dell’Italia e sull’Italia. In italiano. Infatti “Włochy opowiadają” significa “l’Italia racconta”. Si, Italia si dice Włochy. Curiosa lingua il polacco, eh? Peraltro, di polacco so questo e poco altro.

Comunque, nel blog c’è anche la parte in polacco in cui lei spiega quello che ha capito e fa le sue riflessioni e i confronti con la Polonia.
Se conoscete l’italiano e il polacco vi dovrebbe far ridere. Se conoscete solo l’italiano spero vi faccia ridere la mia parte in italiano, sennò mettete quella polacca su Google Translate e dovreste ridere comunque.
Buona lettura! Il blog è qui: Włochy opowiadają – la Polonia confronta

E se vi piace, come sempre, passate dal via a ritirare le 20mila lire e a piazzare il like su Facebook.

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[DET#8] In tre parole

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Ebbene, dopo un lungo periodo e lunghe peripezie, ci siamo ritrovati nuovamente io e lo sparring partner Sorio per tirare un po’ le somme (che non sono variate molto negli ultimi 12 mesi) e per cercare di capire come e dove agire per sbloccare il mio lavoro. O forse no.

Si, in realtà abbiamo più che altro centrato il focus su alcuni difetti strutturali e narrativi del mio lavoro, in particolare i dialoghi. Abbiamo quindi scomodato Baricco, Salinger, Carver, ma anche De Carlo, come esempi più o meno virtuosi dell’utilizzo dei dialoghi.
(Di De Carlo non ho parlato molto virtuosamente, va detto).

Anche se in realtà ritengo che in questo momento abbia carenze anche da un punto di vista “emozionale” e di atmosfere: al di là della prosa, penso ancora di non riuscire a trasmettere alcune delle sensazioni che contraddistinguono il mio stile. Quelle cose del “cacchio, mi sembra di viverla”.

E abbiamo parlato anche di messaggi: qual’è il messaggio che voglio dare, o che viene comunicato? Eh, probabilmente non è così chiaro nemmeno quello.

Alla fine mi sono stati dati pure i compiti per casa: l’ascolto tramite Radio 3 dei racconti di Carver (“che così è più leggero”) e riassumere la sinossi del romanzo prima in cinque righe, poi in tre, poi in una, poi in tre parole.

Perché se hai chiaro quel che vuoi dire, ci riesci anche in tre parole.

Non
sono
convinto.

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[DET#7] La mia (in)felicità è un sistema complesso

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Lo so, sono stato un po’ incostante anche qui, alla fine. Dovevo aggiornarvi con costanza sul mio romanzo, e invece… e invece sia il suo aggiornamento, sia la scrittura stessa del romanzo, sono state incostanti.

Anzi, diciamolo: hanno avuto proprio una lunga pausa.

Alla fine ne è saltato fuori un pezzo da Blogorroico: quindi ve lo racconto qui.

Così capirete cosa c’entrano i selfie mossi come Gue Pequeno prima che li facesse Gue Pequeno.

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Anche se a Londra piove… in e-book!

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Oh, scusate la lunga assenza. Vi aggiornerò a seguire su tutto il resto… ma il motivo per cui ora scrivo è uno solo: come già anticipato da vari social intestati a mio nome, ebbene si, finalmente è arrivato l’e-book di Anche se a Londra piove!
Sul ritardo di questa uscita potrei parlare anni (e tendenzialmente vi direi che è solo e soltanto colpa mia) quindi andrò oltre… vi dico solo che lo trovate sul Kindle store a 2.99 euro (prezzo lancio!).
Voglio dire, a quella cifra, non ti fai neanche uno shottino a Soho.
Lo vuoi? Clicca qui! (che se poi c’hai il Kindle Unlimited lo leggi pure gratis, vamolà).

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[DET#6] Post Scriptum

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Devo dire che tra una cosa e l’altra ho scritto veramente poco negli ultimi 30 giorni, che sono stati un po’ pieni di cose. D’altronde, il Natale in provincia, è un po’ così. Nel bene e nel male.

Tra queste cose, la principale a livello di scrittura (perché è di questo che sono qui a parlare) è stata la partenza dello sparring partner Sorio.
Per fortuna ci sono internet e i voli Ryanair, e anche se non abbiamo più vent’anni, riusciremo a proseguire nel rapporto. E da bravo coach, mi ha anche fissato una serratissima tabella di marcia.
(Si lo so che il coach e lo sparring partner sono due cose diverse, ma alla fine Sorio lo è entrambe. Un po’ come i giocatori allenatori in Premier League.)
E insomma, se la rispetterò, a fine marzo avrò finito la prima stesura. Sarò così bravo?
Nel dubbio, è ora che mi metta seriamente sotto.

Tra le altre cose, ho ripreso la radio (Doherty-Sanchez, in onda su Radio Nebbia tutti i giovedì o quasi alle 21) e ho sto dando via ad altri programmi… ad esempio, ieri ho intervistato le Altre di B, ed è stato un bel momento radiofonico.

Ma ora basta, è tempo di picchiare sulla tastiera del macbook.

P.S. Mi pare che Sorio sia stato abbastanza chiaro.

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