[DET#4] De Silvestri, De Silvestri

Beh, anche se non dico niente, in realtà scrivo. I capitoli scritti sono già 3, e posso dire che ho buttato giù una ventina di pagine word. (Ho sempre preferito l’indicazione “pagina word” rispetto alle cartelle dattiloscritte, ai caratteri, alle battute, e tutta una serie di indicazioni da letterati seri che tanto fino a che un editore non si decide a pubblicarmi, restano solo pippe tra autori).

Gli incontri con Sorio, tuttavia, si sono fatti sempre più radi, per una serie di vari motivi, ed è così che spesso e volentieri finisce che ci troviamo a parlare di queste al mare, passeggiando in ciabattini uscendo dal campeggio, o degustando un caffè nel bar di un qualche stabilimento balneare.
Ad esempio a Porto Garibaldi eravamo li che ci facevamo i fatti nostri, chiacchierando del come “*********” (perdona Sorio ma non ricordo il titolo) fosse un libro che dava alcune dritte su come scrivere un fumetto, e che potesse essere un libro utile anche a me, in un certo senso, perché la stesura di un fumetto e quella di un romanzo hanno più di una cosa in comune… quando all’improvviso il ceffo dietro di noi ci rivolge la parola.
“Scusate… voi siete venuti in roulotte?”
“No.” taglia corto Sorio, che con la sua apparente mancanza di savoir-faire in realtà intuisce il pericolo dell’attaccatore di pezza, e spegne sul nascere ogni successivo tentativo.
Due minuti dopo il soggetto in questione, ascoltando la radio dello stabilimento, commenta a voce l’infortunio appena occorso a De Silvestri.
“De Silvestri… De Silvestri…”
Mi volto e scorgo un panino mezzo mangiato, due birre mezze bevute, e la faccia di uno che mi pare non sia del tutto presente.
“Andiamo?” mi chiede Sorio.
“Andiamo” rispondo io, che eviterei volentieri un ulteriore commento non richiesto sulla tristezza della campagna acquisti del Milan.

Ieri, invece, è andata molto meglio… abbiamo cominciato all’uscita del camping di Rimini, e dopo una pausa di 24 ore, abbiamo finito il discorso a Villa Taura (la residenza di Sorio), dove in una stanchezza incredibile abbiamo chiuso il weekend discorrendo sul numero di capitoli totale, che ritengo sia già sufficiente.
Ora il libro si fa difficile: la trama si infittisce e diventa più difficile anche per me gestire tutto. A differenza di Anche se a Londra piove, sto scrivendo i capitoli in ordine, ma sto anche scrivendo molto più di getto. Avrò molto da lavorare in fase di editing… ma manca ancora molto tempo a tutto questo.

Nel mentre, prosegue l’estate.

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