[DET#3] Uno più uno fa due (e non fa sei)

L’incontro numero 3 si apre con il mio primo ritardo sulla tabella di marcia… che poi in realtà è già il secondo, solo che l’altro ritardo era solo sull’invio del materiale, e non sulla scrittura.
Insomma, comunque la si voglia vedere, di certo non sto partendo bene.
Io e il mio sparring partner Sorio ci accomodiamo in cucina sorseggiando Kinnie, che praticamente è un chinotto analcolico importato clandestinamente da lui direttamente da Malta (o perlomeno, è bello raccontato così).

Hai capito? Del chinotto. Lontanissimi i tempi di me e Fabri Marciante e delle nostre sbronze colossali a base di birra e coca rum scadente, passando da un locale all’altro di Brick Lane, Shoreditch, Soho, e qualunque altro posto ci capitasse davanti che avesse un che da “presepe”.

Ma è anche vero che quei mal di testa del giorno dopo sono stati utili solo perché ho saputo convertirli sulla tastiera, prima da solo e poi con il mio sparring partner. E quindi a 31 anni la birra gonfia troppo, il giorno dopo ci si deve svegliare alle otto meno un quarto, per le tisane c’è troppo caldo, e quindi… Kinnie.
Insomma, sono diventato una versione patetica e sfigata di Samuel dei Subsonica, con molti più capelli e molta meno figa intorno.
Dai, diciamolo: i capelli ci sono quasi tutti. E’ la figa che…

Vabbè. Comunque ho fatto leggere il primo capitolo a Sorio e gli piace, ma ci sono un po’ di cose che è bene fissare fin da subito, legate alla trama e alla prosa.
Tiriamo in ballo Agatha ChristieAvengers 2… forse Iron Man è un po’ a sproposito, ma è per dare l’idea. Di contorno nominiamo anche L‘ispettore Coliando e Bello FiGo, e di certo non per caso.

Sarà ancora lunghissima e durissima, ma sono convinto che possa venire bene. La prossima volta però faccio il rapper, è meno faticoso.

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Scrivere sullo scrivere [DET#1 & DET#2]

Ve l’avevo già detto? Su facebook di sicuro si.
Ho ripreso a scrivere. E sto scrivendo una cosa lunga. E ho deciso di tenere un mini diario a riguardo… scrivere dello scrivere, scrivere sullo scrivere… in altre parole: mi creo una ulteriore distrazione e perdita di tempo perché non ne avevo già abbastanza.
Come ben saprete (oppure no: ma ve lo dico ora) sono parecchio incostante in tutte le cose della mia vita. Per arrivare alla fine del mio precedente (e fino ad ora unico) romanzo Anche se a Londra piove mi sono servito di uno “sparring partner”. Nel pugilato, è il compagno di allenamenti da prendere a cazzotti; nel tennis, è il compagno con cui giocare alla fine dell’allenamento. Nel mio caso, lo sparring partner è qualcuno che mi fissa dei traguardi intermedi, dettandomi le scadenze di ogni singolo capitolo, ma anche una persona con cui confrontarmi e avere un dialogo sulla prosa, sulla trama, su scelte stilistiche, e tanto altro.
Il mio sparring partner è Alessandro “Sorio” Soriani, che è stato anche il fotografo della copertina di Anche se a Londra piove e per l’occasione mi ha fatto pure da presentatore.

Insomma, per farla breve, ho deciso che non terrò questo diario su quando io scrivo, ma sui nostri incontri.
Il nome di questo progetto è DET. Ovviamente il titolo finale sarà un altro, ma ve lo dirò solo al termine. I primi due incontri si sono svolti a Villa Taura (residenza di Sorio), giocando a Sensible Soccer.
Nel primo incontro ci siamo concentrati sul tempo, tirando in ballo Anche se a Londra piove (il confronto/scontro con il primo lavoro è inevitabile) e Murakami. E’ importante scandire il tempo? Quanto può dare? E quanto toglie?
Nel secondo, abbiamo parlato più che altro della trama, e del (presunto finale) di DET. Qui, oltre all’immancabile Anche se a Londra piove, si è tirato in ballo 1984 di Orwell e Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Brizzi.
Finale aperto? Finale chiuso? Happy ending? (Per l’happy ending sono altri 20 euro).
Comunque Sensible Soccer è un bellissimo gioco per parlare di queste cose.
Alla prossima puntata! 😉

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